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17 febbraio 2016

Se la Cirinnà affonda perché prendersela con il Movimento 5 Stelle?

da Brussels, Belgium
Senatrice Cirinnà (fonte: ANSA)

Non simpatizzo affatto per il Movimento 5 Stelle ma prendersela con il movimento per il fallimento della Cirinnà è una ulteriore dichiarazione d'impotenza del PD per non essere riuscito a portare avanti un pessimo disegno di legge. 

La senatrice del movimento, per altro, in Aula ha fondamentalmente detto una cosa sacrosanta: se proprio si vuole additare qualcuno, che allora si decida per il voto palese. Ognuno, a quel punto, si prenderebbe le proprie responsabilità davanti agli elettori.

Che una legge sulle unioni civili è importante è fuori discussione. Che l'Italia sia indietro rispetto alla maggior parte delle democrazie occidentali è un fatto. Questo, tuttavia, non deve essere una giustificazione per imporre altro nell'ordinamento giuridico italiano. 

Per fortuna, e giustamente, anche usare l'"omofobia" come scusa e strumento per zittire il dibattito su un tema così importante è diventato più difficile. Dice bene Gandolfini quando gli si contesta che è l'Europa a chiedere le unioni civili:
"La direttiva europea chiede una formalizzazione giuridica alle unioni tra persone omosessuali. E su questo siamo pienamente d'accordo. Esiste la formula delle unioni civili con caratteristiche peculiari, non omologabili alla famiglia e al matrimonio così come è contemplato, lo ripeto, nell'articolo 29 della Costituzione. Occorre realizzare quelle unioni con ponderatezza e con caratteristiche ben distinte dall'istituto matrimoniale".
Il dibattito sulla Cirinnà non si conclude oggi e il Senato ha mandato il messaggio che non sarà facile far passare un disegno di legge che, così com'è, va di traverso a tutti. La piazza del Family Day ha contribuito non poco a portare il dibattito dove si trova oggi e ha avuto il merito di aver fatto emergere aspetti della legge che avevano poco a che fare con i diritti delle coppie omosessuali e molto con l'equiparazione giuridica del matrimonio e il favorire la pratica dell'utero in affitto sotto forma di stepchild adoption.

27 settembre 2013

Barilla e gli omosessuali... omofobia o libertà di espressione?

da Bruxelles, Belgio
Fonte: Percorsimediali.it

Negli ultimi due giorni si parla molto delle dichiarazioni di Guido Barilla durante un'intervista a La Zanzara di Radio 24 su gay, matrimoni omosessuali e famiglia. Le associazioni LGBT hanno addirittura lanciato una campagna di boicottaggio dei suoi prodotti in nome della lotta all'omofobia. Attenzione, questo potrebbe essere un esempio di come la tanto attesa legge contro l'omofobia potrebbe limitare la legittima libertà di espressione di un individuo e di un'azienda.

05 luglio 2013

L'enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco e la famiglia tradizionale

Dal profilo Twitter del Vaticano

A molti il passaggio sulla famiglia e sul matrimonio contenuto nell'enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco non piacerà. Per quanto mi riguarda apprezzo quando, in sostanza, dice che la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna e che la fede debba svilupparsi principalmente tra le mura di casa.

27 maggio 2013

Francia, un milione in piazza contro i gay? Oppure a favore del matrimonio?

da Francoforte sul Meno, Germania
Un momento della manifestazione di Parigi (Fonte: HuffingtonPost.it)
Parigi ieri è stato il teatro di una grande manifestazione in difesa dell'istituto del matrimonio tradizionale organizzata dal collettivo Maif Pour Tous. Circa un milione di uomini, donne e bambini (circa 150 mila per le forze di polizia), hanno sfilato in quattro cortei per poi confluire nella spianata des Invalides, nonostante il ministro dell'Interno avesse sconsigliato di partecipare alle famiglie con bambini.

17 maggio 2013

Giornata internazionale contro l'omofobia. Ma i difensori della famiglia tradizionale chi li difende?

da Francoforte sul Meno, Germania
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Fonte: PolisBlog.it)

La Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (o IDAHOBIT) è una ricorrenza promossa dall'Unione europea che si celebra dal 2005 il 17 maggio di ogni anno. Il 17 maggio ricorda la data del 1990 quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali.