05 aprile 2013

L'Italia che pende (inutilmente) dalle labbra del Grillo parlante

da Francoforte sul Meno, Germania
Onorevoli del M5S in procinto di partire (Fonte: HuffingtonPost.it)
Sostegno al Pd? Oppure no? Cosa decideranno i parlamentari grillini che oggi si incontrano in una località sconosciuta pure a loro? Gli italiani - ahimè - aspettano con ansia...

Intanto, prima di salire sul pullman che porterà il gruppo all'incontro con Beppe Grillo, L'On. Crimi, portavoce al Senato dei Cinque Stelle, trova il tempo di dichiarare: "È imbarazzante non riuscire a fare quattro chiacchiere in tranquillità con un gruppo di persone. Quando ci sono stati incontri politici non ci siamo mai sottratti alla stampa. Questo non è il momento politico che vi aspettate."

Beh, allora qualcuno dovrebbe spiegare all'On. Crimi che dal momento in cui è stato eletto è, si, un cittadino come gli altri ma, diversamente dagli altri, non può più godere della privacy per farsi "quattro chiacchiere in tranquillità."

Soprattutto se da quelle "chiacchiere," calate dall'alto, moderate e dettate dai non-eletti Grillo e Casaleggio, dipendono decisioni che riguardano la collettività. Alla faccia della trasparenza e delle riunioni in streaming. Chi mi legge ormai sa che non voto M5S e che sono sempre stato critico verso il movimento nonostante ne apprezzi alcune proposte. Rimango di sasso però quando predicano la trasparenza a tutti i costi per poi propinare in diretta streaming soltanto le riunioni nelle quali si decide chi sarà il portavoce o il capo-classe.

Ai giornalisti che gli hanno poi chiesto se "Beppe Grillo non sbaglia mai?" Crimi risponde così: "Non sbaglia, è lungimirante". Ci dobbiamo aspettare una smentita di Grillo anche su questa dichiarazione?

Di fronte all’attuale stallo politico, per gli elettori del M5S cosa dovrebbe fare il partito di Grillo? Proporre un Presidente del Consiglio indipendente di alto profilo, nel 38,4% dei casi, appoggiare un governo Bersani (20,5%), favorire e dare la fiducia a un governo di larghe intese (20,5%), spingere per tornare al voto il prima possibile (20%). E in caso di nuove elezioni? A distanza di un mese e mezzo dai risultati elettorali di febbraio, il 74,7% dell’elettorato sondato da Emg rivoterebbe M5S; il 21,6%, no; mentre gli indecisi sono il 3,7%.
Difficile però che il risultato del sondaggio venga preso in considerazione da Grillo. Nei giorni scorsi sul suo blog è stato infatti pubblicato un post in cui si sottolineava che chi ha votato M5S sperando in un accordo col Pd, ha sbagliato voto. Un concetto che oggi verrà ribadito nell’incontro con i parlamentari del movimento, dove il fondatore potrebbe tornare a ripetere quanto aveva già minacciato poco dopo le elezioni: “Se volete votare la fiducia a un governo col Pd, io e Casaleggio andiamo via”.
Per quanto vale la mia opinione personale, io la smetterei di aspettare Pd, "Saggi" e M5S. Escluso il governo di larghe intese, che vedrebbe insieme Pd e Pdl che porterebbe a miseri risultati e benefici per gli italiani, con il risultato di favorire la retorica disfattista di Grillo, non rimane quindi che attendere l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica e puntare dritti a nuove elezioni, magari cercando prima di cambiare la legge elettorale.

L'Italia ha bisogno di leggi e riforme, non di "saggi," webcam e apriscatole.


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